A TAVOLA

A Buti si mangia bene e proprio per questo nel fine settimana è bene prenotare ovunque si voglia andare.
I ristoranti in paese, una decina, si differenziano per il menù e per la location.
Ciò che invece li accomuna sono il servizio, tutti molto gentili, ed i prezzi che sono ancora “da paesino” e quindi alla portata di tutti.
Forse è anche per questo che li ho provati più o meno tutti!

Ha da poco riaperto L’Alloro, buon ristorante che si trova all’inizio del centro abitato.
C’ero stato alcuni anni or sono ma il proprietario, del quale in questo momento mi sfugge il nome (speriamo non se la prenda), si è preso un paio di anni sabbatici per girare l’europa lavorando in vari ristoranti e quello che abbiamo adesso è un locale molto accogliente che propone sia i piatti tipici della nostra tradizione che alcune proposte studiate per aprire un poco gli orizzonti a noi altri toscanacci campanilisti.
Sono stato una domenica a pranzo con moglie e bimbi e ci siamo fatti consigliare direttamente da lui: cinghiale, tortelli alla zucca (a forma di cuore, erano i giorni di S.Valentino), risotto con verdure fresche e burrata.
E per finire la torta di cioccolata del Pistocchi. Degno di nota, per i più pigri, anche il salottino con divanetto e poltrone.

Quest’estate, tentato dai tavoli esterni lungo la via, un paio di sere mi sono fermato a cena “Da Paccì“, praticamente nella piazza principale.
Nel menù i tipici toscani, in primis la trippa alla butese e gli stringozzi al ragù di cinta, ma anche piatti particolari come quelli che abbiamo scelto l’ultima volta: i tagliolini al mirtillo, gorgonzola e noci , la tagliata di petto d’anatra e il daino in salmì.
E a giudicare dall’espressione di mia moglie anche il dolce, che io non ho preso, non doveva essere niente male.

Con la famiglia o con gli amici vado spesso al “La Grotta“, dove oltre ai piatti tipici della zona, è possibile trovare pizza e pesce fresco. L’ambiente è spazioso, in estate si pranza all’aperto ed il gestore è sempre pronto a venirti incontro anche quando, come nel mio caso, si arriva all’ultimo minuto, ad orari improbabili, con tribù e amici al seguito.
Qui io apprezzo molto i piatti di mare, mia moglie il tartufo e i funghi, i bimbi le pizze.

L’ultimo nato in fatto di ristoranti a Buti si chiama “Ribè“, nel senso del nostro toscano “Si ribeve”.
Si affaccia in un angolo della piazza principale e ci sono andato ai primi di settembre mangiando quindi all’aperto.
Il menù è molto invitante, carne nostrana e pesce fresco.
La sera che sono andato io, eravamo in due, abbiamo optato per il pesce: un bell’antipasto misto, uno scoglio per me e linguine con le cicale per mia moglie.
Non bisogna avere fretta ma forse per poter gustare una cucina totalmente espressa vale anche la pena aspettare un poco.
Buoni, molto particolari e ben presentati anche i dolci.

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